Primo

Scusate il gioco di parole, ma Primo (Edizioni BD, 2011) è l’ultimo fumetto pubblicato da Lelio Bonaccorso. Anche questo realizzato in collaborazione con Marco Rizzo...

Scusate il gioco di parole, ma Primo (Edizioni BD, 2011) è l’ultimo fumetto pubblicato da Lelio Bonaccorso. Anche questo realizzato in collaborazione con Marco Rizzo, è la storia di un supersoldato su cui i fascisti compiono brutali esperimenti di potenziamento della massa muscolare. Accade però che lo dimentichino in una specie di incubatrice e che lui si risvegli nel 1969, più brutale che mai. Assoldato dai servizi segreti, si ritrova strumento di un complotto internazionale, macchina da distruzione che può fare a meno di un’anima.

Il 30 luglio chiederemo a Lelio Bonaccorso perché il fumetto sia stato dedicato a Mario Monicelli. È questa la domanda che ci si pone, prima di essere inghiottiti dal nero supremo che domina le pagine. Nero dappertutto, nero in ogni vignetta. Nero come i fascisti, come il rancore di Primo, come la rabbia e la morte. A Lelio chiederemo anche il perché di questa oscurità, anche se ognuno di noi può darsi l’interpretazione che vuole. Quel che è certo è che fin dalla prima pagina il tratto di Lelio è diverso da quello che abbiamo conosciuto in Peppino Impastato. È molto più simile all’idea classica di fumetto che tutti noi abbiamo.