Peppino Impastato, un giullare contro la mafia

Dice “Peppino” e sembra stia parlando di un suo amico, di un collega. Ma Peppino, per Lelio Bonaccorso, è Peppino Impastato, un giullare contro la mafia, il fumetto pubblicato da Beccogiallo nel 2009.

Dice “Peppino” e sembra stia parlando di un suo amico, di un collega. Ma Peppino, per Lelio Bonaccorso, è Peppino Impastato, un giullare contro la mafia, il fumetto pubblicato da Beccogiallo nel 2009. Lelio ne è l’illustratore, accanto a Marco Rizzo, che ha firmato la sceneggiatura. Ecco, una matita li ha uniti, Lelio e Peppino, e pur non essendosi mai incontrati (quando Peppino fu assassinato, Lelio ancora doveva nascere) non sembra esserci alcuna distanza tra i due.

Peppino Impastato, un giullare contro la mafia è un volume ricco di sensazioni, di informazioni, di moniti, di promesse. Sensazioni: paura della mafia, di quello che può portarti via in un solo secondo; rabbia per quelle morti che la mafia stressa vuole far passare come vane, inutili; orgoglio, perché Peppino era siciliano, e quindi uno di noi, e quindi forse anche noi potremmo essere come lui. Informazioni: con l’ultima vignetta si conclude una storia e comincia la cronaca, grazie alla cronistoria della vita (e della morte) di Peppino, intrecciata a quella di Aldo Moro. Moniti: non lasciare che la mafia ti strisci accanto senza farsi riconoscere. Promesse: basta il sorriso di Peppino, nell’ultima vignetta, a dare senso a una battaglia che non dobbiamo mai stancarci di combattere.