Messina 1908

La “sua” Messina è, oltre che memoria personale e “interpretazione”, anche una Messina studiata meticolosamente, una Messina filologicamente ricostruita. Al punto che, in Messina 1908...

Volevo raccontare di Salvemini, della sua umanità e onestà. Volevo ricordare Pietro Gori che pochi sanno essere nato a Messina. Volevo – in una parola – tentare di rendere un’atmosfera, un mondo percorso da sensibilità e innovazioni. Nel far questo ho immaginato un’occasione narrativa che si prestasse a mettere in scena questi personaggi e questo contesto. Da qui l’idea di un giallo giudiziario, con un tipografo anarchico accusato ingiustamente d’omicidio e il mondo politico, il mondo socialista in particolare, che ne prende le difese. Il tema, per me, non era soltanto l’ingiustizia e le reazioni che essa suscita nei migliori e nei peggiori tra noi, ma proprio l’ambiente messinese d’allora. Un ambiente in grado di accogliere diverse attitudini e psicologie e nel quale le passioni politiche e civili potevano agire, determinando le vicende, piccole e grandi, che fanno la storia.