Vittime per sempre - Barbara Benedelli

Sarà in libreria dal 24 febbraio 2011 il nuovo libro di Barbara Benedettelli, dal titolo "Vittime per sempre", edito da Aliberti. Chi sono le Vittime per sempre? Non chi è ucciso, ma i loro familiari, rimasti ingabbiati nella cortina del dolore senza fine. Barbara Benedettelli apre un dialogo con i parenti di chi è stato strappato prematuramente alla vita: Paola Pellinghelli, mamma del piccolo Tommaso Onofri; i parenti delle Vittime della Uno bianca, che dopo vent’anni soffrono ancora come ieri; il cugino di Tamara Monti, uccisa perché i suoi cani abbaiavano troppo; la mamma e la sorella di Nunzia Castellano, uccisa da un uomo che non amava più; il papà di Antonello Zara, Vittima della strada e di una giustizia che lo ha umiliato nella morte e il figlio di Franco Salvatore, stroncato a causa di un incidente provocato da alcol e droga.

L’autrice ci ha raccontato come è nato il suo libro.

Vittime per Sempre è nato per dare voce a chi ha subito, e continua a subire, la più grave delle ingiustizie: l’omicidio di un proprio caro. Nel 2008, scrivendo I Delitti del Condominio per Cairo Editore, sono entrata in contatto con i parenti delle Vittime e non ho più potuto smettere di pensare alle loro vite spezzate. Le loro voci tremule, il loro sguardo profondo, con gli occhi perennemente arrossati, si sono stampati nella mia mente che me li ha restituiti ogni giorno a seguire, costringendomi a scrivere pagine e pagine per loro. Con loro.

Questo è Vittime per Sempre. Un libro in cui l’anima di chi scrive e di chi si racconta è nuda, scarnificata a volte. Pagine in cui il sentimento, la passione civile, il dolore ma anche l’amore per la vita, si intercalano con la denuncia di un sistema che permette doppie, triple, infinite ingiustizie. Quelle che rendono queste persone, appunto, Vittime Sempre. Non una volta, ma ogni volta che un tribunale non le rispetta, ogni volta che un assassino si intromette nuovamente in quelle esistenze strappate, ferite, private di ogni diritto umano. Ogni volta che anche noi, la gente, l’opinione pubblica, i politici, i magistrati, gli scrittori, ci dimentichiamo che l’effetto di un omicidio non termina con la morte di un essere umano irrimediabilmente “cancellato”, ma continua in chi sopravvive a quella morte. Perché un essere umano è un mondo intero. Un mondo pieno di senso, di storia e di gente.