Le valigie di Auschwitz - Daniela Palumbo

Libro vincitore del "Premio Il Battello a Vapore 2010"- Un libro per ragazzi, edito da Piemme nel 2011. Quattro storie di persecuzioni naziste subite da famiglie ebree, durante la Seconda guerra mondiale. Avvenimenti drammatici visti (e vissuti sulla propria pelle) con gli occhi di quattro bambini.

Quando ti trovi ad Auschwitz davanti a quel vetro a guardare le valigie abbandonate, ti aspetti quasi di sentire le voci,le risate, di vedere i visi dei bambini. Certe volte non serve conoscere le persone per sentirne la mancanza, basta un nome scritto sopra la valigia di un estraneo, partito su un treno per essere cancellato. Dietro quel vetro, a me è successo si sentire le voci di Carlo, Hannah, Dawid, Emeline... (Prologo, pagg 11-12)

Quattro storie di persecuzioni naziste subite da famiglie ebree, durante la Seconda guerra mondiale. Avvenimenti drammatici visti (e vissuti sulla propria pelle) con gli occhi di quattro bambini: l’italiano Carlo e il suo amore ereditato dal padre per i treni, dove cerca di nascondersi per scampare ai rastrellamenti; la tedesca Hannah che si vede strappare via il fratello; la francese Emeline e la sua stella gialla cucita sul cappottino; il piccolo violinista polacco Dawid, in fuga dal ghetto di Varsavia, che ritrova la sua tata Tereza. Storie di deportazioni, violenze, umiliazioni, esecuzioni sommarie frutto di aberranti leggi razziali. Le storie narrate, altamente angoscianti, assurgono a simbolo della ferocia della Germania nazista nei riguardi degli ebrei, considerati esseri inferiori, indegni di qualsiasi diritto e quindi da annientare. Gli episodi si svolgono in quattro grandi città europee. I protagonisti vengono progressivamente privati del lavoro, del diritto di frequentare le scuole, di possedere una casa e, soprattutto, della dignità di esseri umani. Intere famiglie, allontanate anche dai propri amici e vicini di casa, come fossero degli appestati, sono costrette a fare le valigie per intraprendere un viaggio senza ritorno verso l’inferno di Auschwitz. E i ragazzini, loro malgrado testimoni e vittime innocenti di questa barbarie, si chiedono che cosa significhi essere ebreo, e il perché di tali sofferenze. All’ingenuità e alla purezza d’animo dei piccoli fanno da contraltare la bestialità e la malvagità del mondo degli adulti.

Daniela Palumbo, vincitrice con il presente libro del Premio letterario Il Battello a Vapore 2010, grazie a una scrittura sobria e naif, riesce a trasmettere al lettore tutta la drammaticità degli eventi raccontati. Le paure e le angosce vissute da chi è spiato, perseguitato, braccato dalla Gestapo e dai loro collaborazionisti. In alcune pagine, poi, è quasi impossibile non provare un nodo alla gola. I racconti sono inframmezzati dal tocco delicato delle illustrazioni di Clara Battello.